11 agosto

11 Agosto 2017 4 commenti

Nero il cielo tuona il suo dolore

e il vento urla la sua disperazione,

si piega il pino, si spezzano i suoi rami,

i nudi steli han perso le corolle.

Ho tanto freddo,

il gelo è nel mio cuore

vorrei un abbraccio,

un sorriso, un po’ d’amore….

ma sono morte ormai le mie  illusioni,

solo le nubi mi tengon compagnia.

 

 

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Illusione

10 Agosto 2017 1 commento

Iridescente volteggia leggera,

sembra libera, senza un padrone.

Troppo presto nel nulla svanisce:

era una bolla di grigio sapone.

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Un racconto per Ele

23 Luglio 2017 1 commento

Ele era una bambina di dieci anni, alta, snella, con due grandi occhi nocciola spalancati su un Mondo che voleva conoscere in tutte le sue realtà. Appena poteva infatti leggeva notizie o informazioni su libri, manuali e persino sulla voluminosa e pesante enciclopedia del padre.

Da chi avesse preso questo desiderio di scoprire e comprendere non era ben chiaro, ma tutti cercavano di soddisfare ogni sua curiosità.

Una sera di luglio, Ele si trovava a casa dei nonni per una “pizzata in famiglia”. Si parlava un po’ di tutto e la ragazzina interrompeva i discorsi con domande e puntualizzazioni, finchè nonna Mau ebbe un’idea.

-Perché non vai in giardino a cercare le lucciole, quest’anno ne ho viste molte e forse potresti catturarne una, per osservarla domani, alla luce del giorno.

-Che bell’idea, nonna, prendo un vasetto e mi precipito…

Un minuto dopo, Ele si aggirava nel giardino. Il cielo era sereno, senza l’ombra di una nuvola.

A dire il vero una nube c’era ed era proprio strana: densa,  tondeggiante, immobile. Neppure la brezza che soffiava da oriente era in grado di farle cambiare forma.

Mentre la osservava con curiosità, Ele si accorse che dal centro dei bioccoli usciva un raggio di luce, non un lampo, un raggio lucente che si ripresentava ogni dieci secondi circa. La bambina si mise a contare: -Uno, due………….Al dieci ecco il raggio!

Di che cosa poteva trattarsi? E se nella nuvola si fosse nascosta un’astronave aliena?

Non sapendo bene come comportarsi, la ragazzina cominciò ad agitare le braccia, giusto per farsi notare, poi decise di correre dal papà a chiedere una spiegazione per l’ insolito fenomeno, ma non ebbe il tempo di arrivare alla porta che si trovò sospinta e sollevata verso il cielo, in uno strano e caldo vortice di luce.

Un attimo dopo era seduta su uno strano veicolo pieno di macchinari e luci colorate.

Se non fosse stata curiosa, probabilmente si sarebbe presa il più grande spavento della sua vita, ma Ele voleva trovare risposte, quindi cominciò ad osservare.

Vicino a lei comparve quello che sembrava un grosso batuffolo di cotone e poco dopo si udì una voce metallica:

-Benvenuta terrestre, non ti faremo alcun male, abbiamo solo bisogno di aiuto. Quella che senti non è la mia voce, è il traduttore di pensieri che mi permette di comunicare con te. Noi siamo come grosse cellule ed è solo con la forza del pensiero che facciamo tutto ciò che serve alla nostra sopravvivenza.

Siamo arrivati da un pianeta che voi umani per ora non vedete neppure e dobbiamo proseguire il nostro viaggio, ma abbiamo un guasto. I raggi di luce che hai visto erano un tentativo di riparare il navigatore, ma senza il diamante rovinato, non abbiamo speranze.

-Diamante, come un nostro gioiello? Chiese Ele

-Sì, ma di un carato circa. Ci puoi aiutare?

-Certo, basta che lo chieda alla nonna che ha un solo anello, ma che si vanta sempre del suo brillante da un carato che il nonno le ha regalato dopo quarant’anni di matrimonio, rinunciando all’automobile nuova.

-Va bene, se potrai farcelo avere, ti ricompenseremo. Ora ti riportiamo sulla terra e, quando avrai il diamante, gesticola come hai fatto prima e noi lo preleveremo, lasciandoti in cambio un seme speciale. Interrato in una zona desertica, si riproduce a dismisura e assicura cibo proteico  in abbondanza.

Appena udite queste parole, Ele si ritrovò fuori dalla casa. Convincere la nonna ad ascoltarla fu davvero facile: Mau osservò la strana nuvola e non ebbe un attimo di esitazione a consegnare il gioiello ad Ele. In fondo in vita sua aveva assistito a tante stranezze ……

La ragazzina e la nonna uscirono con la scusa di cercare la tana di una talpa, poi Ele gesticolò. Dalla nube partì un raggio luminoso che in un momento prelevò il diamante, lasciando sul palmo della ragazza quello che sembrava un fagiolo giallo fosforescente.

Circa dieci minuti dopo la strana nube si dissolse, lasciando intravedere un’astronave velocissima che subito scomparve nel blu del cielo.

Ora si doveva solo affidare il seme a qualcuno che l’avrebbe portato in Africa e lo avrebbe interrato.

Nonna Mau ebbe un’idea. Da tempo conosceva un giovane africano che le tagliava l’erba del giardino e che da poco aveva espresso il desiderio di tornare al suo Paese almeno per le vacanze. Aveva molta nostalgia della sua terra, ma aveva più bisogno di mandare soldi alla famiglia e per questo lavorava in Italia da anni.

Mau chiese ad Alì di aiutarla con l’acero che doveva essere potato ed alla fine del lavoro Ele chiese con voce tremolante: -Quando torni in Africa, puoi interrare questo fagiolo? Mi piacerebbe tanto saper che una pianta può vedere un paese diverso dal mio….

Alì era proprio un bravo ragazzo e rispose:- Va bene, signorina, ma da noi c’è troppo deserto e non cresce niente. Manca l’acqua purtroppo. Ma io lo interrerò per te. Questa è una promessa!

Così dicendo Alì si mise una mano sul cuore ed Ele ebbe la certezza che tutto sarebbe andato per il verso giusto.

DIECI ANNI DOPO……

Ancora se ne parlava al telegiornale: la pianta misteriosa che aveva rinverdito l’Africa, dato lavoro a tanti giovani e reso il Pianeta un posto migliore in cui vivere si stava diffondendo sempre più.

Botanici ed altri esperti non sapevano spiegarsi la sua provenienza, ma tutti concordavano sul fatto che aveva risolto alcuni dei gravi problemi della Terra.

Solo Ele e nonna Mau conoscevano la verità, ma era un loro segreto.

Ogni tanto nonno Potto brontolava perché la moglie non metteva mai il suo brillante, che gli era costato un occhio, se non due, della testa.

Ma nonna Mau sorrideva dicendo:- Ormai sono troppo vecchia per queste vanità, le mie mani non sono più belle. Adoro sapere di averlo, ma un giorno sarà di Ele che saprà cosa farne.

Così dicendo strizzava l’occhio alla sua nipotina adorata e sorrideva.

 

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Un racconto per Vio

21 Luglio 2017 Nessun commento

Nel regno di Violandia, il re Ariberto e la regina Stella Marina stavano per avere il loro primo figlio. Lo avevano desiderato per anni ed ora finalmente era giunto il momento. La regina, assistita dai più bravi medici del Paese, si stava comportando benissimo, mentre il re camminava nervosamente per i corridoi del castello, inghiottendo tutto il cibo che trovava.

Si era appena messo in bocca un gigantesco bignè alla panna, quando dalla camera reale si udì provenire un flebile vagito.

Ariberto cercò di inghiottire il dolce il più velocemente possibile, ma cominciò a tossire e sputacchiare, poi diventò paonazzo ed agitando le mani entrò nella stanza dove i medici corsero in suo aiuto, abbandonando momentaneamente la regina e la piccola appena nata.

Dopo numerosi colpi sulla schiena, il re pareva ristabilito, se non fosse stato per quell’aria stupita ed imbambolata che aveva assunto: fissava con gli occhi spalancati e la bocca aperta la sua bambina, assolutamente incapace di esprimere la gioia che provava.

La neonata era stupenda: aveva grandi occhi scuri e morbidi riccioli d’oro. La boccuccia aveva la forma di un cuore, ma…….,incredibile a vedersi, dalle gengive spuntava un dente. E che dente!!Era piccolo e azzurro, tendente al blu.

I medici, non sapendo spiegare il mistero, dissero che non importava, era solo un dentino da latte che un giorno sarebbe caduto, lasciando il posto a normalissimi denti bianchi.

Quella stranezza venne così accettata da tutti e la piccola fu chiamata Bluette.

Passarono gli anni. Bluette era una bambina splendida, molto bella, buona ed obbediente e sapeva farsi amare proprio da tutti.

Le crebbero anche gli altri dentini da latte, tutti bianchi naturalmente.  Quando sorrideva però si notava subito quel dentino azzurro.

Un giorno la piccola principessa si stava osservando allo specchio, chiedendosi il perché di quella sua stranezza, quando una luce improvvisa la abbagliò e una strana creatura apparve davanti ai suoi occhi.

-Ciao Bluette, sono una fata e sono venuta per spiegarti che ti è stato fatto un dono: presto il tuo dentino azzurro cadrà e in quel momento tu potrai esprimere un desiderio, perché si avvererà. Non parlarne con nessuno, ma ricorda: un solo desiderio.

Detto questo, l’immagine divenne sempre più evanescente, finché non sparì completamente dalla vista di Bluette.

La principessa si guardò allo specchio: forse aveva solo sognato. Dopo un po’ decise di non pensarci più e di aspettare per vedere cosa sarebbe successo.

Passarono pochi giorni e il dentino azzurro cominciò a dondolare, poi mentre Bluette lo toccava, le cadde in mano.

Solo allora la principessa si ricordò delle parole della fata. Da tempo aveva un desiderio: sognava un tatuaggio a forma di arcobaleno, cavalcato da un unicorno rosa.

Stava per esprimere il desiderio, un desiderio di una bimba di cinque anni, quando ricordò il suo amico Mario, malato da troppo tempo, e altri bambini che avevano speranze che non si potevano realizzare. Capì cosa doveva chiedere.

-Desidero che tutti i bambini del Mondo oggi possano realizzare un loro sogno!

Aveva appena pronunciato l’intera frase, quando vide comparire nel cielo un grande arcobaleno luminoso e splendente ed un dolce unicorno rosa che sembrava sorridere.

La visione durò un attimo…..poi Bluette si guardò il braccio: sulla pelle rosea era comparso un piccolo tatuaggio, proprio come l’aveva desiderato.

Dopo alcuni giorni, al castello cominciarono ad arrivare notizie davvero splendide: i bambini malati erano guariti e, anche se nessun medico capiva come era successo, tutti erano ovviamente felici. Anche Mario, l’amico di Bluette, aveva ripreso a giocare ed era tornato il bimbo spensierato di sempre.

Già, nessuno aveva spiegazioni, ma Bluette sapeva. Si guardò soddisfatta il braccio e……..incredibile!!! L’unicorno rosa le stava facendo l’occhiolino!

 

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Solo un pensiero

26 Giugno 2017 1 commento

In una lacrima

è racchiuso il mio mondo

e quella lacrima

è il cimitero della speranza.

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La mia primavera

3 Maggio 2017 2 commenti

Nuvole nere e tristi

nel mio cielo,

il sole è morto

da troppi anni ormai…..

Intorno a me

rimane solo il gelo,

neppure un fiore

potrà sbocciare mai.

Ora qui piove

sull’erba e nel mio cuore

ed in silenzio

piango forte anch’io.

Non chiedo amore,

non voglio più soffrire….

Socchiudo gli occhi

e spero di dormire.

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Solo un pensiero

22 Marzo 2017 1 commento

Sull’impervio sentiero

della vita,

arranco piano,

curvo sotto il peso

di dolorosi ricordi,

mai del tutto sopiti….

Non vedo più la meta,

solo grigi e infiniti sassi

sul mio cammino.

Mi sovrasta il cupo cielo

e il vento ha spezzato

da tempo ormai

l’ultimo fragile sorriso.

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Pensiero triste

10 Marzo 2017 3 commenti

Vento che giungi da tanto lontano,

portami con te, prendimi la mano…….

Fammi vedere ancora il mare,

asciuga le lacrime, ormai troppo amare,

che ormai da tempo mi solcano l viso,

han cancellato il mio sorriso.

Chiudo gli occhi per un momento:

non ho più sogni, solo tormento.

 

 

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Un nuovo mattino

21 Febbraio 2017 Nessun commento

Nera la notte,

grigio il mattino,

fitta la nebbia

nasconde il pino.

Nuvole tristi

rapiscono il sole.

Mi sento perso,

senza parole…..

Cancello il pianto

dal vecchio viso,

cerco di offrire,

mesto, un sorriso.

E’ chiuso a chiave

ora il mio cuore

e sa celare

tutto il dolore.

Il nuovo giorno

mi tende la mano….

Lo so, devo andare,

ma tutto è ormai vano.

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Mattino di gennaio

12 Gennaio 2017 3 commenti

Solo il buio infinito

attorno a me.

Nel freddo silenzio

che mi circonda,

percepisco

l’eco ovattata

del cupo dolore

che pervade il mio Mondo.

Piango

inutili lacrime di ghiaccio

che non sanno consolare…..

E’ di nuovo mattino.

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